SCEGLIERE LO ZAINO, IL SACCO A PELO, LA TENDA E… TUTTO IL RESTO. UNA GUIDA ALL’ACQUISTO

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Siete ancora a domandarvi quale zaino comprare? La differenza fra un sacco a pelo in piuma ed uno in sintetico? Non avete mai visto un fornello da campeggio? Di seguito una guida all'acquisto che vi faciliterà nella scelta. 

 

Scegliere lo zaino

Sulla scelta dello zaino il discorso è molto personale, dipende dai vostri gusti e da quanto volete spendere ...E da quanti chili vi volete portare dietro.

Gli zaini possono costare da trenta/cinquanta Euro per i modelli base fino ad oltre trecento per i modelli più tecnici, realizzati con materiali di maggior qualità e con sistemi di distribuzione del peso sulla schiena particolarmente studiati.

In linea generale prima di acquistare lo zaino tenete presente questi punti:

- preferite uno zaino lungo e stretto piuttosto di uno più basso e largo con grosse tasche laterali. Gli zaini stretti, a differenza di quelli larghi, si stivano meglio e non si incastrano nelle porte, inoltre il peso è più centrato e non avete sbilanciamenti laterali;

- fate attenzione che lo zaino abbia il cosiddetto “doppio fondo”, cioè la parte inferiore accessibile indipendentemente da quella superiore. Questo vi permette di avere un vano per il sacco a pelo, che potrete così tirare fuori senza disfare tutto il resto;

- e tasche.. molti preferiscono zaini con decine di tasche e taschine, altri preferiscono due massimo tre tasche. Le tasche sono comode per tenere separata la roba (ad esempio libri, medicine, roba da cucina etc.), ma poi rischiate anche di non trovare mai niente. Molti zaini lunghi e stretti offrono tasche laterali a soffietto che se non utilizzate si ripiegano: non sono capientissime ma sono molto comode; verificate che ci siano tasche accessibili mentre indossate lo zaino (per le cose che potrebbero servirvi al volo!)

- verificate che lo zaino abbia il coprizaino, cioè un telo impermeabile con cui avvolgete lo zaino in caso di pioggia. È molto più comodo che ricoprirlo con un poncho (che in genere fa bagnare lo zaino e chi lo porta). Se il vostro zaino non ha un coprizaino potete acquistarne uno a parte, oppure utilizzare una sacca per trasportare lo zaino in aereo, ce ne sono alcuni modelli che funzionano anche da coprizaino impermeabile;

- altra cosa da considerare sono gli agganci per attaccare/appendere roba fuori (il materassino, le magliette ad asciugare etc.);

- lo schienale: qui il discorso è personalissimo, perché ci sono schienali che sono comodissimi per alcuni e pessimi per altri. Lo zaino è come le scarpe, andrebbe provato (carico, almeno 10 Kg) per sentirselo addosso. Non vergognatevi di andare in un negozio e di chiedere di provare uno zaino carico, se vi fanno problemi vuol dire che non è un negozio serio. In generale preferite gli schienali che offrono più regolazioni, cioè che permettano di adattare lo zaino al corpo della persona. Ricordatevi che lo zaino poggia fondamentalmente sul bacino, per cui la fascia lombare non è da sottovalutare. I vecchi modelli con bastino in plastica o in tubi di alluminio sono buoni per i nostalgici degli autostoppisti anni ’70, ma sono assolutamente da evitare se volete viaggiare comodi;

- infine la capienza: la domanda fatidica è “da quanti litri prendo lo zaino?”. Innanzi tutto è bene sapere che gli zaini si misurano in base al volume interno, cioè in litri. Fate attenzione perché non tutte le marche dichiarano il vero, ci sono stati zaini in circolazione che venivano dati da cinquanta litri e invece ce ne stavano trenta a malapena.

Per sicurezza controllare prima di comprare. In generale le misure sono

Zaini piccoli: da 30 a 45 l

Zaini normali da 45 a 65 l

Zaini grandi da 75 a 100 l

Dipende, ancora una volta dai vostri gusti: se viaggiate cono poco vi basterà uno zaino piccolo, se viaggiate con un sacco di cose vi occorrerà uno zaino più grande. Assolutamente da sfatare è la storia “meglio uno zaino grande, al limite lo riempi meno e viaggi più leggero”: è sbagliatissimo. Infatti gli zaini stanno bene addosso solo se sono pieni e ben compattati. È per questo che molti hanno delle cinghie laterali di compressione, servono appunto per rendere lo zaino il più compatto possibile, in maniera da concentrarne il peso verso il baricentro ed evitare che sia roba che si muove all’interno, che potrebbe sbilanciarvi. Quindi viaggiare con lo zaino semivuoto è sempre un pessimo compromesso, meglio allora uno zaino di volume più piccolo. Se proprio non siete sicuri e volete un po’ di spazio per un souvenir in più allora potete valutare alcuni zaini che si espandono in altezza, aumentando così il volume (in genere di circa 10 l).


Lo zaino in aereo può dare dei problemi perché le cinghie possono incastrarsi nei nastri dei bagagli e quindi danneggiarlo. La soluzione sta nel farsi avvolgere in aeroporto lo zaino in una pellicola tipo cellophan che lo trasforma in un bagaglio impacchettato e liscio che non si incastra da nessuna parte (costa circa 7 Euro) oppure utilizzare un’apposita sacca per il trasporto dello zaino. In pratica è un borsone di materiale leggero in cui si mette lo zaino in maniera che non ci sia roba che penzola e che si incastri. Alcuni modelli si trasformano anche in un coprizaino impermeabile, e per quello che costano può essere una scelta molto conveniente.
Un discorso a parte è per lo zainetto. È molto comodo infatti portarsi dietro uno zaino più piccolo dove mettere un po’ di cose quando si va a giro e si lascia lo zainone in ostello o al deposito bagagli. Su questo punto non c’è molto da dire: non ci sono grosse scelte tecniche da fare e potete prendere il modello che preferite o usare un vecchio zainetto da scuola.
Infine fanno sempre comodo un marsupio dove mettere le cose che servono più a portata di mano (portafoglio, occhiali da sole etc.) ed una tasca portadocumenti a tracolla da portare sotto la maglia, per riporre al sicuro carte di credito, contanti ed il biglietto Inter-Rail. 

 

Scegliere il sacco a pelo ed il materassino

Anche la scelta del sacco a pelo richiede qualche attenzione per avere quello che ci serve senza spendere troppo.. Dunque la funzione del sacco a pelo è quella di dare agli Inter-Railers un giaciglio caldo dove riposare le stanche membra (o fare altro…), quindi la funzione di isolamento dal freddo è fondamentale.
Per proteggerci dal freddo i sacchi a pelo utilizzano due tipi di imbottitura, piuma e fibra sintetica.
La piuma è quella naturale degli uccelli, ed esiste di varie qualità. Il piumino del collo delle oche rappresenta la qualità migliore, cioè a parità di peso tiene più caldo mentre all’altro estremo abbiamo piume normali (di altre parti del corpo) che hanno caratteristiche più modeste (e costano meno). Il costruttore deve sempre dichiarare la composizione dell’imbottitura interna, cioè la percentuale di piumino e di piume.
I vantaggi dei sacchi a pelo in piuma sono molteplici: è una fibra naturale; è molto leggera e facilmente compattabile per cui si possono avere sacchi a pelo molto caldi ma di dimensioni e pesi ridottissimi.

Gli svantaggi sono: tende ad inzupparsi e a prendere l’umido (i sacchi a pelo NON sono impermeabili); per lavarla a fondo dovete andare in tintoria; costa di più.

In questi anni la tecnologia ha offerto alcune valide alternative all’imbottitura di piuma: si tratta delle fibre sintetiche. In pratica al posto delle piume l’imbottitura è fatta da fiocchi di materiale sintetico appositamente studiato che offrono un adeguato livello di isolamento.
I vantaggi della fibra sintetica sono: non tira l’umido; si lava più facilmente; è un materiale più economico.

Gli svantaggi sono: ha un potere isolante minore della piuma; è meno leggera e compattabile della piuma, quindi i sacchi a pelo in fibra risultano più ingombranti e pesanti.

La scelta dipende quindi:

- da quanto volete spendere;

- da quanto peso e ingombro volete portarvi dietro;

- dalle temperature dei luoghi in cui andrete.

Le temperature infatti sono un altro fattore da tenere presente. Esistono sacchi a pelo per uso generico estivo, sacchi a pelo prettamente invernali, altri leggerissimi per le zone calde. Un sacco a pelo generico può andar bene per fare tutto, ma rischiate di restare al freddo se dormite all’aperto e di sudare moltissimo se andate in climi africani.

Ma esiste un sistema per capire “quanto caldo tiene” un sacco a pelo?
La risposta è sì ed è costituita da uno standard europeo che si chiama EN 13357 (vedi sito).

Ogni sacco a pelo ha un’etichetta che identifica quattro temperature:

  • temperatura di massimo comfort (permette di dormire senza sudare);
  • temperatura di massimo comfort (permette ad una donna di dormire una notte intera in posizione rilassata);
  • temperatura di minimo comfort (permette ad un uomo di dormire almeno otto ore rannicchiato)
  • temperatura estrema (permette di dormire sei ore di sonno scomodo prima che la temperatura corporea scenda a livelli di pericolo).

    Va detto che questi parametri sono solo un riferimento indicativo in quanto sono calcolati su valori standard, e prevedono che la persona dorma su un materassino isolante e che indossi una tuta. Le variabili che possono modificare queste temperature sono metabolismo, età, peso, abitudine, esperienza, forma fisica.
Quindi in generale possiamo consigliare di scegliere il sacco a pelo tenendo presente le temperature di comfort e di massimo comfort e lasciando quelle estreme a chi ha una specifica preparazione atletica per affrontarle.


    Un’ultima cosa da valutare nella scelta del sacco a pelo è la forma. Infatti esistono nella forma “squared” cioè rettangolari e “a mummia”, cioè che si affusolano verso i piedi. Qui è questione di gusti personali: nei sacchi a pelo squared si sta più comodi (ci si gira meglio), mentre quelli a mummia offrono un isolamento termico maggiore.


    L’altro elemento da considerare è il materassino. Non vi passi per la testa di partire senza! Il materassino è fondamentale perché vi isola dal terreno sia esso il duro asfalto, sia il fondo della tenda o il corridoio di un treno. L’isolamento offerto è di due tipi:

    1. di morbidezza, cioè vi spaccate meno la schiena;
    2. termico, cioè perdete meno calore e quindi non soffrite il freddo. 
     Non sottovalutate mai quest’ultimo punto! La  notte tendiamo a perdere calore ed è meglio cercare di isolarsi il più possibile. Se fa molto freddo è consigliabile dormire con un berretto perché la testa è la parte del corpo che disperde più calore.
I materassini esistono di due tipi:
    1. in gommapiuma (e materiali simili), sono quelli classici che si portano arrotolati sullo zaino;
    2. autogonfianti, cioè hanno una valvola che si apre e fa entrare l’aria che gonfia una struttura alveolare interna. Se si vuole farlo più rigido basta gonfiarlo un po’ a bocca ed il gioco è fatto.
     I materassini autogonfianti non sono da confondere con quelli da gonfiare che si usano in campeggio, hanno infatti la caratteristica di essere più leggeri e di non necessitare un gonfiatore. La comodità e l’isolamento termico che offrono sono senz’altro superiori, ma per contro sono molto più cari di quelli semplici in gommapiuma. Gli ingombri tuttavia sono abbastanza ridotti, e pesano solo un po’ di più di quelli tradizionali. 

     

    Scegliere la tenda

    La scelta della tenda dipende anch’essa da dove volete viaggiare. Le tende si distinguono innanzi tutto in “monotelo” e a doppio telo. Le monotelo sono tende formate da un unico involucro di tessuto, offrono un isolamento termico ed una protezione dalla pioggia molto ridotte. Tuttavia sono molto leggere e compatte una volta ripiegate.
Tutte le altre tende invece sono formate da un involucro in tessuto sorretto dai pali (una volta si chiamava “catino” e da un secondo telo teso sopra di esso. L’intercapedine d’aria che si viene a formare fra i due teli costituisce uno strato isolante e mantiene più caldo all’interno, inoltre la presenza di due teli permette una migliore protezione dalla pioggia. Ovviamente ingombrano e pesano di più.
Quindi se vado al caldo mi basta una tenda monotelo? Non è esattamente vero perché spesso anche in posti caldi la notte può far freddo o essere molto umida.. inoltre tenete presente che la temperatura è determinata anche da altre condizioni (ad esempio vento, pioggia)… Il consiglio quindi è di orientarsi su modelli a doppio telo. 
Fra i modelli a doppio telo possiamo distinguere due categorie di prodotti:

    1. le tende estive o “due stagioni” (dette anche da mare), che permettono di cavarsela anche se si prende una spruzzatina di pioggia;
    2. le tende tre o quattro stagioni che sono invece più adatte a climi montani, e reggono bene anche in caso di vento forte, umidità, acquazzoni, neve.
     Dove funziona l’una non funziona l’altra, cioè se andate al mare con una tenda da montagna rischiate di scoppiare di caldo, viceversa con una tenda leggera in un clima freddo (anche la Germania in estate può essere considerata tale) rischiate di battere i denti.
Una volta scelto il tipo di tenda che fa per voi potete considerare anche altri aspetti:
    1. da quante persone vi serve;
    2. le caratteristiche del materiale (paleria etc.);
    3. peso e dimensioni;
    4. la presenza di absidi;
    5. la presenza della falda a terra.
     Sul numero di persone la regola di massima è la seguente: in una tenda da due si dorme in due mettendo gli zaini fuori, in una tenda da tre si dorme in due con gli zaini dentro o in tre con gli zaini fuori, e così via. Per zaini fuori si intende o fuori della tenda, o almeno dentro l’abside. Ovviamente una tenda da tre pesa di più di una da due, quindi pensateci bene.
Le caratteristiche del materiale sono quelle del tessuto e della paleria. Le caratteristiche del tessuto riguardano la sua impermeabilizzazione, cioè la sua resistenza all’acqua. Questo valore si misura in mm di colonna d’acqua, cioè in parole povere si esprime dicendo quanto è alta la colonna d’acqua (cioè la pressione) che il tessuto è in grado di sopportare prima di cedere alla pressione e far passare il liquido attraverso di sé. In generale distinguiamo:
    1. 1000 mm reggono una doccia o una sciacquata breve di pioggia;
    2. 2000 mm reggono condizioni medie durante tutto l’anno;
    3. 3000 mm sono per spedizioni;
    4. 5000 mm sono per spedizioni estreme (altissima montagna etc.)
     Quindi è bene orientarsi su valori di almeno 2000 mm. La paleria (cioè il sistema di pali interni che sorreggono la vostra tenda) può essere invece di vetroresina o alluminio. La paleria in alluminio è più costosa, ma è più resistente e pesa meno. Tenete presente che i pali spesso si rompono e quindi la robustezza è sempre da considerare. Stesso discorso per i picchetti (che fissano la tenda e i suoi tiranti al terreno), meglio in alluminio che in acciaio: tendono a piegarsi un po’ di più ma pesano molto meno.
Pesi e dimensioni dipendono ovviamente dai posti della tenda e dai materiali, fate anche qui le vostre considerazioni.
La grandezza degli absidi è anch’essa da considerare, perché risultano molto comodi per riporre all’asciutto gli zaini (gli absidi sono gli spazi liberi fra il secondo ed il primo telo in corrispondenza dell’entrata).
La falda a terra è un argomento più dibattuto.. Dunque la falda a terra si ha quando il secondo telo è abbondante e prosegue sul terreno oltre le dimensioni del telo interno. Questo fa sì che si abbiano dei bordi liberi (le falde appunto) che possono essere tenute ferme con dei sassi sul terreno: si avrà così un maggiore isolamento dal vento che non si infilerà fra i due teli, raffreddando la terra. Tuttavia lo svantaggio è che questo sistema limita la circolazione dell’aria e facilità la formazione di condensa interna, quindi riguardo alle falde a terra ci sono un po’ due scuole di pensiero. L’importante è che le falde vengano arrotolate e tenute sopra il terreno in caso di pioggia, proprio per limitare al massimo la condensa.
Per ulteriori approfondimenti consigliamo: link.

    Ricordate che la tenda deve sempre essere ripiegata e riposta asciutta!
Può essere una buona scelta quella di frapporre fra la tenda ed il terreno un telo termico di emergenza. Questi teli, usati in ambito di soccorso, non sono altro che delle leggerissime veline in plastica con spalmati due strati, uno color argento (che riflette il calore) ed uno color oro (che assorbe il calore). Ponendoli sotto la tenda con lo strato in argento verso il pavimento della tenda e quello in oro verso il terreno si ha un maggior isolamento termico e si protegge il fondo della tenda da sassi o sterpi che potrebbero rovinarlo. Questi teli possono essere utilizzati anche come coperte di emergenza (con lo strato color argento verso il corpo e quello oro all’esterno). 

     

    Scegliere il materiale da cucina

    Il materiale da cucina si riduce a tre elementi fondamentali:

    1. fornelli;
    2. pentole;
    3. posate.
     I fornelli esistono di tre tipi:
    1. con bombole a cartuccia (le bombole di gas hanno un innesto che le perfora e una volta attaccate al fornello vi restano attaccate finché non finiscono);
    2. cono bombole a vite o a baionetta (si possono staccare dal fornello quando si iè finito di cucinare);
    3. a combustibile liquido (hanno un serbatoio dove si possono versare doversi tipi di combustibile).
     I primi due sono i modelli più diffusi (la marca più nota è Camping Gaz), quelli a combustibile liquido sono più costosi e riservati a quei posti dove può essere un problema trovare le bombole di ricambio.
I modelli a cartuccia hanno minore potenza e il limite che ci si porta dietro una bombola di gas aperta attaccata al fornello, per contro costano meno.
I modelli a baionetta sono più sicuri perché le bombole hanno una valvola che le tiene chiuse quando si staccano dal fornello. Sono molto più potenti e leggeri, sebbene il loro prezzo sia più alto. Ricordate che le bombole del gas non possono viaggiare in aereo (i fornelli sì)!
Le pentole da campo in genere sono in alluminio, con un coperchio che funziona anche da padella. Ve ne sono anche alcuni modelli (che offriamo nel nostro catalogo) che comprendono un pratico fornelletto ad alcool (cosa che può essere interessante in alternativa al fornello a gas).
Sulle posate non spendiamo troppe parole: basta che siano leggere e che i coltelli riescano a tagliare qualcosa, valutate anche la presenza di un apribottiglie.
In ogni caso ricordate sempre di cucinare all’aperto e NON in tenda, lontano da fiamme libere e da materiali o sostanze infiammabili, utilizzando la massima prudenza e stabilizzando sempre i fornelli con dei sassi o dei mattoni in maniera da evitarne il ribaltamento accidentale ed il pericolo di farsi male.

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