Viaggio nell'Europa centro-orientale

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Ritratto di mery86
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Iscritto : 28/12/2010 - 16:19
Viaggio nell'Europa centro-orientale

Cronaca e impressioni di un viaggio nell’Europa centro-orientale

6 DICEMBRE: LA PARTENZA
Alle 17.00 ho preso il treno da Bergamo per Milano Centrale e dopo mezz’ora ero già in stazione, anche se il treno per Vienna sarebbe partito solo alle 21.05. Ero in estremo anticipo, come sempre quando parto. Non so se ciò è dovuto più al entusiasmo pre-viaggio e all’impazienza di raggiungere la prima meta dell’itinerario programmato o alla paura di perdere il treno. Cosa ho fatto dunque nelle 3 ore e mezza successive? Ho iniziato a chiamare ripetutamente Gianluca, che era ancora al lavoro e che doveva raggiungermi mezz’ora dopo il mio arrivo in stazione. Purtroppo era bloccato al lavoro ed è arrivato solo alle 8!
Saremo riusciti a prendere il treno ?

7 DICEMBRE: L’ARRIVO A VIENNA…
Siamo arrivati a Vienna alle 8.35. Gianluca la sera precedente è infatti arrivato in tempo; prima di prendere il treno e di sistemarci in cuccetta con una coppia over 40 che ha russato tutta la notte siamo persino riusciti a cenare da Burger King!
Il freddo nella capitale austriaca si è fatto subito sentire, tanto che oltre ai guanti abbiamo deciso di indossare anche i nostri cappelli - da notare il mio in stile puffo!!!
Con la metro abbiamo subito raggiunto l’Hostel Ruthensteiner, che è stata la nostra base per 2 giorni. Dopo aver sistemato i bagagli abbiamo iniziato ad esplorare la città, diretti verso il centro ed in particolare verso la zona del Duomo e del Graben. Non so ancora come sia stato possibile, ma siamo arrivati da tutt’altra parte: camminando per circa mezzo’ora ci siamo trovati di fronte alla residenza Schönbrun! Abbiamo dunque visitato il parco e i mercatini natalizi. Un modo insolito di iniziare la visita di Vienna, no? Nel pomeriggio siamo poi finalmente riusciti, questa volta in metro, a raggiungere il centro, che è realmente ordinato e pulito come si dice.

8 DICEMBRE: LA VISITA A VIENNA CONTINUA…
Ci siamo alzati presto e, dopo colazione, abbiamo ripreso la visita della città.
Questo è stato il giorno più freddo dell’intero viaggio: c’era un vento incredibile!
Ciò non ci ha però impedito di visitare il Municipio, il Parlamento, la Hofburg, la Sezesion, la Chiesa di San Carlo e il Belvedere. Purtroppo siamo entrati solo alla Sezesion e al Belvedere, perché il tempo a nostra disposizione era poco.
Nel tardo pomeriggio,prima di tornare in ostello, siamo anche saliti sulla ruota panoramica, da dove abbiamo salutato una città meravigliosamente illuminata.
Che dire di Vienna… Dovendo attribuirle due aggettivi per descriverla, sceglierei maestosa ed elegante!

9 DICEMBRE: L’IMPATTO CON BUDAPEST E L’UNGHERIA
Sveglia alle 6 per prendere il treno delle 6.55 che in meno di tre ore ci ha condotti a Budapest!
Dal finestrino, appena è sorto il sole, ci è apparso uno scorcio di Ungheria completamente diverso da Budapest: campagne, piccoli villaggi composti da due o tre case e fabbriche abbandonate probabilmente risalenti al periodo sovietico… Che desolazione!
Data la monotonia del paesaggio, abbiamo dato un’occhiata alla guida sulla capitale ungherese. Peccato che poi l’abbiamo dimenticata sul treno! Giunti in stazione siamo rimasti sorpresi dalla presenza di numerosi tassisti e cambia valute non ufficiali che prendono letteralmente d’assalto i turisti giunti dalla vicina Austria. Almeno un paio di volte nell’arco di pochi minuti ci siamo infatti sentiti dire ‘taxi?’ o ‘io cambia soldi!’.
L’entrata nel territorio ungherese e l’arrivo a Budapest sono dunque stati più di una semplice entrata e di un semplice arrivo rispettivamente in un paese e in una città a noi estranee: parlerei di un vero e proprio impatto! Una volta raggiunto il Marco Polo Hostel e sistemati i nostri bagagli, ci siamo diretti verso Buda. Abbiamo dunque percorso il lungo Danubio, sul quale abbiamo incontrato delle strane statue: la prima rappresenta una ragazzina con un cane e l’altra un ragazzo con un cappello da giullare; attraversato il ponte delle catene, siamo poi giunti sulle mura, che offrono una vista spettacolare sulla città ed in particolare sull’imponente parlamento ungherese.
Proseguendo abbiamo incontrato il palazzo reale e la residenza presidenziale. Poi la Chiesa di Matias e il bastione dei pescatori; questa è la zona della città che mi è piaciuta di più: è fiabesca! Subito è emersa in noi la convinzione che Budapest è una città con due volti: il degrado della periferia, si pensi anche solo alla stazione di Keleti pu, e l’atmosfera incantata del centro.
Nel pomeriggio siamo tornati a Pest. Era arrivata l’ora dei mercatini di natale collocati nella piazza che precede Vaci Utca, ovvero la via dello shopping. C’erano talmente tante persone che si faceva quasi fatica a camminare. Sarà sempre così o sarà dipeso dai mercatini?
E poi di nuovo in ostello, dove abbiamo scoperto che la cucina è uno sgabuzzino di 2m x 1m, composto esclusivamente da due fornelli elettrici e da un micro-onde. Abbiamo dunque dovuto mangiare in camera!

10 DICEMBRE: LE MERAVIGLIE DI BUDAPEST
Meno male che anche oggi ci siamo alzati presto. Questo fatto si è infatti rivelato significativo ai fini della visita al Parlamento ungherese: ogni giorno ha accesso all’edificio un numero limitato di persone; oltre tutto bisogna mettersi in coda per ritirare i biglietti, gratuiti per i cittadini del UE, che è necessario esibire, ad un orario stabilito in base alla nazionalità, per partecipare alla visita guidata. Ritirati i biglietti ci siamo recati presso la Chiesa di Santo Stefano, che custodisce la mano mummificata del santo che da il nome alla chiesa; nella piazza su cui l’edificio si affaccia abbiamo trovato degli altri mercatini, un albero di natale e un presepe in legno. Penso sia stata una buona scelta quella di visitare Budapest, nonché Vienna, Bratislava, Praga e Cracovia in questo periodo: la magica atmosfera natalizia si sentiva ovunque!
Dopo aver percorso Andrassy Utca fino al teatro abbiamo deciso di tornare in Vaci Utca e di raggiungere la piazza con i mercatini visitati la sera precedente; la fame iniziava a farsi sentire e ci siamo dunque regalati un gulash servito in una pagnotta svuotata! Alle 14.30 siamo tornati al parlamento per la visita guidata: è una vera meraviglia, dalla sala dove sono custoditi la corona e lo scettro di Santo Stefano alla sala dove si tengono le sedute parlamentari. Non ricordo quanti kg di oro sono stati usati per le decorarazioni!
E in fine le terme Szechenyi. Siamo entrati nella cabina, abbiamo messo il costume e poi…fuori a – 2° o -3°! Ci siamo fiondati nella vasca contenente acqua a 26° e ci siamo subito resi conto di non sentire freddo. Dopo circa 20 minuti abbiamo deciso di lasciare la vasca esterna e di dedicarci a quelle collocate all’interno della struttura termale. Ovviamente abbiamo dovuto fare una rapidissima corsa per raggiungerle. Assolutamente da provare il passaggio da una vasca contenente acqua a 20°a una vasca contenente acqua a 40°! Verso le 18.30 un’altra corsa all’esterno, questa volta per ritornare in cabina. Una volta rivestiti ci siamo poi fermati due minuti ad osservare il vapore acqueo che avvolgeva le vasche esterne: mi era quasi venuta voglia di rientrare in acqua… A questo punto vi chiederete, ma non vi siete presi l’influenza? La risposta è assolutamente no! Ci siamo raffreddati d’estate in Norvegia e in Svezia, tutti coperti, dalla testa ai piedi, e non nell’est, d’inverno, in costume! Incredibile!

11 DICEMBRE: BUDAPEST E LA MEMORIA
L’ultima giornata a Budapest l’abbiamo trascorsa ripercorrendo la sua storia.
Abbiamo iniziato la giornata visitando il quartiere ebraico, in particolare la sinagoga e l’attiguo monumento all’olocausto.
Poi abbiamo raggiunto lo Szobor park, dove sono state collocate buona parte delle statue risalenti al periodo sovietico. La loro imponenza è impressionante. C’è, ad esempio, una statua che rappresenta un giovane in corsa con in mano una bandiera: io arrivo alla caviglia della figura rappresentata e non sono proprio una nanerottola! Chissà che effetto faceva imbattersi in queste statue quando erano sparse per tutta Budapest! Nel parco c’è anche una Trabant, macchina assolutamente spartana che veniva costruita nella DDR e che andava ordinata dando un notevole anticipo e che veniva consegnata circa 2 anni dopo la richiesta.
Fuori dal parco il palco da cui Stalin teneva i suoi discorsi e ciò che resta della sua statua, distrutta durante una rivolta, ovvero gli stivali! Tornati a Budapest percorriamo nuovamente Andrassy Utca, questa volta fino a Oktogon, dove troviamo il Terror Haza. Questo edificio oggi ospita un museo che ripercorre gli orrori perpetrati dai nazisti prima e dai sovietici poi; non si tratta però di un semplice edificio: è infatti stato il quartier generale della polizia segreta ungherese dal 1945 al 1956; la visita permette anche di accedere ai sotterranei, che erano adibiti a prigioni.
In memoria delle persone che lì hanno perso la vita, delle foto sono poste su tutto il perimetro dell’edificio, che all’estremità superiore presenta una svastica ed una stella intagliate in una lastra di ferro. Non si può andare a Budapest e non fare i conti con la sua storia recente, che ha avuto come protagonisti ben due regimi dittatoriali. In fondo viaggiare vuol dire anche toccare con mano ciò che si studia sui libri di storia o che si dovrebbe studiare sui libri di storia e che invece viene trascurato.

12 DICEMBRE: UNA GIORNATA A BRATISLAVA!
Siamo arrivati a Bratislava intorno alle 10. Anche questa volta il finestrino del treno ci ha offerto un paesaggio monotono e dunque ne abbiamo approfittato per riposarci.
Nella capitale slovacca abbiamo trascorso solo 1 giorno, che è comunque stato sufficiente per la visita. Non ci siamo recati a Bratislava tenendo come base Vienna per evitare le 6-7 ore di treno previste per la tratta Budapest – Praga. Abbiamo dunque spezzato il viaggio facendo tappa qui, per poi ripartire il giorno successivo per la capitale ceca. Ci siamo sistemati al Hostel Possonium, dove abbiamo fatto uno strano incontro con Gesù! Si, proprio con lui! Eravamo in camera e ad un certo punto bussano alla porta. Chiediamo:‘Chi è?’. E ci viene risposto: ‘Sono io. Sono Gesù!’. Solo dopo aver riflettuto per qualche secondo capiamo che era il ragazzo delle recepcion, di nome Jesus, che voleva darci un tappeto!
La camera che ci è stata asseganata è molto bella: tre pareti sono rosse, mentre sulla quarta è dipinta la bandiera cubana; ci sono poi tutta una serie di quadri che hanno come soggetto Cheguevara. Veniamo dunque alla visita della città. Ci siamo subito diretti verso il castello, ma lungo il tragitto ci siamo fermati presso la residenza del presidente slovacco, che stava attendendo qualche importante personalità. Probabilmente doveva essere un rappresentante di stato turco, poiché oltre alla bandiera slovacca sventolava anche quella della Turchia. Abbiamo assistito allo spettacolo offerto dalle guardie in marcia e poi abbiamo raggiunto il castello. Quest’ultimo è posto su una collina, dalla quale abbiamo potuto vedere il Danubio, il Ponte-Ufo costruito al epoca del socialismo e, sull’altra sponda rispetto a quella dove ci trovavamo noi, i casermoni in stile sovietico. Anche a Bratislava abbiamo percepito, come a Budapest, un certo contrasto tra centro e periferia. Poi abbiamo raggiunto la Chiesa di San Martino e da li ci siamo diretti verso la Piazza del Municipio, ma prima ci siamo concessi una breve pausa in un bar per un tè e una fetta di torta. Ad attenderci nella piazza dominata dalla fontana di Rolando, altri mercatini, i più belli tra quelli visti durante il nostro viaggio, forse perché la nostra passeggiata tra le bancarelle è stata accompagnata da musiche tipicamente natalizie.
Abbiamo poi raggiunto la torre delle polveri e infine il Monumento alla rivolta nazionale slovacca. Poi siamo tornati in ostello perché il girono seguente il treno per Praga ci attendeva molto presto, alle 5.59.

13 DICEMBRE: ECCOCI A PRAGA!
Eccoci a Praga. La nostra base è stata il Down Town Hostel, dove ci è stata assegnata una stanza molto spaziosa con delle grandi finestre.
Io ho già avuto modo di visitare Praga qualche anno fa, grazie ad una gita scolastica, durante la quale non ho però potuto apprezzare pienamente la città; Gianluca, invece, non ci era mai stato. La nostra visita è iniziata nella città vecchia, che abbiamo raggiunto percorrendo il lungo Moldava fino al Ponte Carlo e svoltando poi in Karlova. Gianluca è rimasto immediatamente affascinato dal ponte, tanto che avrebbe voluto attraversarlo subito, ma io gliel’ho impedito fino al pomeriggio del giorno seguente! Ecco dunque la piazza della città vecchia, con l’orologio astronomico, il monumento a Jan Hus e le due Chiese. L’orologio astronomico è l’attrazione principale: da osservare sono assolutamente i suoi colori e soprattutto le figure di Gesù e degli apostoli che allo scoccare di ogni ora sfilano al suono di una campana mossa da uno scheletro.
Anche in questa piazza troviamo l’albero di Natale e i mercatini, dove proviamo una salsiccia e un dolce tipico. Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato tra Piazza Venceslao e il Museo del comunismo in Cecoslovacchia. Particolarmente interessanti sono, a mi avviso, i video sugli ultimi giorni del regime: Piazza Venceslao era piena di persone che manifestavano per la libertà. Quando siamo usciti dal museo era già buio e Piazza Venceslao magnificamente illuminata. Mi ha fatto un certo effetto pensare che quanto ho visto nei video del museo era accaduto proprio lì solo 20 anni prima.

14 DICEMBRE: LA MISTERIOSA E MAGICA PRAGA
Appena svegli ci siamo subito diretti verso il quartiere ebraico. Abbiamo dunque ripercorso il lungo Danubio, ripassando nuovamente accanto al Ponte Carlo, per poi arrivare alla Sinagoga Pinkasova. Questa tra tutte le Sinagoghe che abbiamo visitato a Praga è quella che più mi ha colpita: è infatti Monumento agli 80’000 ebrei boemi e moravi vittime delle persecuzioni naziste, i cui nomi sono riportati sulle pareti della sinagoga; commoventi sono anche i disegni dei bambini deportati nel lagher di Terezin. Poi il cimitero ebraico, dove oggi si contano circa 12’000 tombe, tra le quali quella del Rabbino Löw, creatore del mitico Golem. E’ proprio qui che secondo me si sente l’aria misteriosa che spesso viene attribuita a Praga.
Nella Sinagoga Maiselova e in quella Spagnola sono allestite delle mostre sulla storia degli ebrei in Cecoslovacchia; l’ultima sinagoga nominata è senza dubbio quella più riccamente decorata.
La Sinagoga Vechhia-Nuova abbiamo avuto modo di visitarla solo dal esterno. Dopo un’altra breve visita alla Piazza del Municipio, giungiamo finalmente al Ponte Carlo. Gianluca ha avuto modo di vederlo più volte da quando siamo arrivati a Praga, ma non lo aveva ancora attraversato. Secondo me è il luogo più magico di Praga e l’attesa lo ha reso ancora più magico. Saranno le statue, tra cui quella di San Venceslao che è stato buttato giù dal ponte, la Moldava o la vista sul castello e sulla Cattedrale di San Vito a rendere questo luogo così affascinante? Sono circa le 3 quando attraversiamo il ponte per raggiungere Mala Strana e c’è un sacco di gente. Decidiamo quindi di ritornarci la mattina del giorno seguente: se si arriva presto non c’è quasi nessuno!
A Mala Strana abbiamo visitato la Chiesa di San Nicola e la piazza delle ambasciate, proseguendo poi fino al Monumento alle vittime del comunismo. Quest’ultimo è costituito da più statue rappresentanti lo stesso uomo, ma sempre più destrutturato; l’ultima statua, ad esempio, rappresenta un piede, che è tutto ciò che rimane di un uomo vittima di un regime che lo ha completamente annullato.

15 DICEMBRE: L’ULTIMO GIRONO A PRAGA
E’ il nostro ultimo giorno a Praga e di sera prenderemo il treno notturno per Cracovia. Abbiamo dunque lasciato i nostri bagagli in ostello per poi tornare a prenderli prima di partire.
Verso le 8 abbiamo attraversato il ponte parallelo al Ponte Carlo: una vista magnifica! Il Ponte Carlo illuminato dal sole sorto da poco, le sue due torri che riflettevano la propria immagine nella Moldava, Mala Strana, il castello e la Cattedrale di San Vito. Poi, come ci siamo ripromessi il pomeriggio precedente, siamo tornati sul Ponte Carlo: la gente sembrava magicamente scomparsa.
Successivamente, al fine di raggiungere il castello, abbiamo percorso l’elegante via Nerudova. Arrivati sulle mura veniamo piacevolmente incantati da un altro spettacolo: vediamo tutta la città dall’alto, compreso il ponte Carlo e la Chiesa di Tyn che si trova nella Piazza della Città Vecchia. E’ iniziata poi la nostra visita alla zona del castello: la maestosa Cattedrale di San Vito, che avevamo già intravisto i giorni precedenti dal Ponte Carlo, il Palazzo Reale e la Basilica romanica di San Giorgio, che custodisce i corpi dei primi sovrani di Boemia. Per ultimo abbiamo visitato il vicolo d’oro, insieme di casette colorate in cui Rodolfo II alloggiava gli alchimisti. Siamo entrati in una delle casette , dove abbiamo trovato esposte una serie di armature. Al n’22 abbiamo invece scorto la casa che nel 1922 ha ospitato ospitato Kafka, nella cui statua ci siamo imbattuti il giorno precedente vagando nel quartiere ebraico. Terminata la visita al castello ci siamo fermati in un ristornate in cui abbiamo potuto apprezzare alcune specialità ceche: io prendo una zuppa, mentre Gianluca opta un’altra volta per il Gulash (piatto non propriamente ceco), e poi i cosiddetti Knedliki, ovvero polpette oblunghe di pane accompagnate da salsicce e carne arrosto.
Per ultimo il museo Kafka, che racconta la storia di questo angosciato scrittore praghese ebreo, che scriveva in tedesco. Per chi come me ama la letteratura è senza dubbio un must. Avevamo ancora qualche ora di tempo prima di tornare a prendere i bagagli e dunque ne abbiamo approfittato per ripassare in Piazza della Città Vecchia, dove era in corso uno spettacolo di musica e danze tradizionali, e infine in Piazza Venceslao.
Alle 20.17 il treno per Cracovia è partito e noi ci siamo sistemati nella nostra comoda cuccetta. Simpatico è stato l’incontro con il controllore polacco che studia italiano da autodidatta, al quale abbiamo ordinato una cioccolata calda.
Quest’ultimo ci ha anche spiegato che di notte avremmo dovuto chiuderci nella cuccetta dotata di una doppia serratura. Ma i treni polacchi sono così pericolosi? A nostro parere no, visto che la mattina seguente siamo tranquillamente , oltre che puntualmente, arrivati a destinazione.

16 DICEMBRE: L’ARRIVO A CRACOVIA E I LAGHER
Alle 7 eravamo già a Cracovia e abbiamo subito cercato di raggiungere il Mosquito Hostel, che si trova nei pressi del Barbacane. Purtroppo per circa mezzo’ora abbiamo continuato a camminare nella direzione opposta. Poi abbiamo finalmente deciso di tornare indietro e verso le 8 siamo arrivati a destinazione. Proprio di fronte al palazzo che ospita l’ostello ci siamo imbattuti in una decina di vecchiette che erano lì per vendere vestiti usati; le abbiamo incontrate tutte le volte che siamo entrati o usciti dall’ostello. Alla reception sono stati gentilissimi e ci hanno subito dato la nostra camera. Dopo un oretta di riposo abbiamo raggiunto Rynek Glowny, ovvero la piazza del mercato, dove siamo poi tornati verso le 17 per entrare nel palazzo dei tessuti che ospita una serie di bancarelle di souvenir.
Il resto della giornata lo abbiamo trascorso ad Auschwitz e Birkenau. Poiché quel giorno eravamo gli unici visitatori italiani, abbiamo avuto una guida tutta per noi. A Birckenau la guida ci ha mostrato il binario su cui arrivavano i deportati;ci ha poi spiegato che i vagoni, in cui venivano rinchiuse per giorni anche 50 persone, non venivano mai aperti prima dell’arrivo al campo. Successivamente ci ha mostrato ciò che rimane dei forni crematori distrutti dai nazisti subito prima della sconfitta della Germania, dicendoci che nella terra del campo si trova una percentuale altissima di ceneri umane.
Siamo poi entrati nelle baracche, sia in quelle in pietra destinate alle donne, che in quelle in legno, destinate agli uomini.
Infine la guida, facendoci salire su una torre, ci ha messi di fronte alla notevole estensione del campo. Poi Auschwitz. Impressionanti le enormi teche di vetro che si trovano in alcune delle baracche, nelle quali sono riposte montagne di oggetti appartenuti ai deportati. Un teca piena di valigie, una teca piena di pettini e spazzole, una teca piena di protesi… Sconvolgente la teca in cui sono riposte 2 tonnellate di capelli e gli oggetti (ad esempio tappeti) che con essi venivano realizzati in Germania. Impossibile descrivere le sensazioni provate in questo luogo di morte.

17 DICEMBRE:L’ULTIMA MEZZA GIORNATA A CRACOVIA
Avevamo ancora mezza giornata prima di prendere il volo delle 16.40 per Bergamo.
Ci siamo dunque recati al Barbacane e da lì abbiamo raggiunto nuovamente la piazza del mercato, dove abbiamo acquistato una scacchiera a soli 25 zloti, l’equivalente di 6 Euro. Poi ci siamo spostati verso il Wawel, collina su cui sono collocati il Palazzo reale e la Cattedrale. Da notare sul portone di quest’ultima le ossa di un animale preistorico.
Infine abbiamo vagato un po’nel quartiere ebraico, che però non è affascinante come quello di Praga. Anzi, è piuttosto inquietante. Non c’era in giro nessuno, se non 4 persone che stavano per fare acquisti presso un mercato ortofrutticolo. Mi ha stupita vedere dei polli appesi senza alcun imballaggio alle bancarelle. Siamo poi tornati in centro, abbiamo pranzato,alle 14 è arrivato il taxi…e via in aeroporto.
Purtroppo il nostro viaggio è terminato.

Cos’altro dire? Sicuramente torneremo nell’Est, che ci ha assolutamente conquistati!

Ritratto di hemingway
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Iscritto : 22/05/2010 - 18:39

bel viaggio! aspettiamo qualche foto anche qui!

Ritratto di mery86
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Iscritto : 28/12/2010 - 16:19

Ecco qualche foto...

Foto da Vienna...

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Foto da Budapest...

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Ecco Bratislava...

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Foto da Praga...

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Foto da Cracovia...

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