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CilenoOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 23, 2012 - 01:19 PM
Inter-Rail godness


Joined: Jan 01, 1970
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Località: Roma
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riguardo alla privatizzazione/liberalizzazione delle ferrovie l'ottimo articolo della rivista "ancora in marcia"


IL GOVERNO BBC. Invitiamo tutti i lavoratori ed in particolare ai ferrovieri del gruppo Fs e di Trenord a partecipare allo sciopero generale del 27 gennaio 2012 proclamato dai sindacati di base contro la politica reazionaria del “governo BBC” (Berlusconi, Bersani, Casini) che con misure inique sta strangolando milioni di lavoratori e pensionati, avviandoci verso la povertà. Utilizzando la crisi economica come paravento si accrescono le ingiustizie e le disuguaglianze. Dobbiamo anche avere ben chiaro che tutte le scelte del Governo Monti sono sostenute dai partiti e votate dai singoli parlamentari. La responsabilità di queste scelte non è affatto tecnica ma profondamente politica ed investe il futuro della nostra società e di come essa saprà reagire all'attuale crisi.

I FERROVIERI. Per i ferrovieri ci sono anche altre importanti ragioni per aderire e riguardano l'abolizione dell'obbligo di applicare lo stesso CCNL a tutti i lavoratori delle imprese ferroviarie, ovvero della “clausola sociale”, i licenziamenti degli 800 colleghi dei treni notte e lo smantellamento dei treni nord-sud, la necessità di azzerare gli accordi capestro su macchinista solo, servizio cargo e turni individuali (IVU).

CONCORRENZA SLEALE. Col suo ingresso nel “governo BBC”, Antonio Catricalà, già garante della concorrenza (sleale) trasformando in legge le teorie di Marchionne, mette in discussione uno dei principi basilari della convivenza civile e della natura stessa del nostro sistema economico e produttivo: i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro uguali per ciascuna impresa oltre ad essere una conquista di civiltà per milioni di persone rappresentano uno stimolo per le imprese a migliorare organizzazione le tecniche di produzione.

CHE VINCA IL PEGGIORE. Garantire condizioni contrattuali uguali per lavorazioni uguali è l'unico modo corretto per orientare gli imprenditori verso innovazione e miglioramento invece che verso una concorrenza (ecco la slealtà garantita da Catricalà) sul costo e le condizioni di lavoro. Una norma pensata e approvata a vantaggio degli “amici” di NTV che se non fermata in tempo si allargherà presto a tutti i settori. Con questo tipo di competizione senza regole la sfida non sarà vinta certamente dall'impresa migliore ma dall'imprenditore peggiore, più spietato e senza scrupoli che saprà sfruttare meglio la fame di lavoro e pagare meno i dipendenti.

IL BUONO A ME IL DEBITO A VOI. Nel settore ferroviario questa battaglia senza regole consente inoltre agli imprenditori anche di scegliersi le tratte ed i servizi più remunerativi a prezzi liberi (cui comunque è obbligato l'utente che vuole viaggiare) lasciando alla collettività l'onere di garantire tutto il resto. Né Monti né Catricalà ci dicono cosa succederà nelle aree del paese e sulle linee ferroviarie dove vi è minor profitto come ad esempio per i treni pendolari, il traffico nord-sud non AV e tutti servizi non remunerativi nelle linee secondarie e nelle regioni economicamente e demograficamente più deboli.

Partecipiamo allo Sciopero Generale del 26 e 27 Gennaio 2012

21 gennaio 2012

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SkAgliaOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 23, 2012 - 03:10 PM
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Joined: Jan 01, 1970
Posts: 2184

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Caro cileno,

se hai degli slogan da pubblicare o dei proclami sugli scioperi qui nessuno ti censura, ma c'è uno spazio apposito che si chiama "attualità e poitica" che serve proprio per postare queste cose. Nell'ambito della discussione che stiamo facendo sulle scelte ferroviarie in Italia, il tuo appello allo sciopero mi sembra un po' fuori luogo. Anche perché francamente l'analisi che propone l'articolo che citi è molto capziosa e a mio parere non fotografa lo stato reale delle cose.

Io credo che il principale guaio di questo paese sia che va a due velocità: da una parte chi le regole le rispetta o è costretto a rispettarle, dall'altra chi gioca "aiutato" o non rispetta le regole. Potrei fare molti esempi: da chi paga le tasse e chi no, da chi si batte per la libertà e chi accetta di assecondare il mafioso perché ne ottiene un vantaggio etc. In questo dualismo c'è anche chi occupa posizioni blindate e di comodo (es. le ferrovie) e chi di fatto si trova ostacolato in ogni modo possibile (v. storia di Arenaways).

Ritornando al discorso di questo post, sulle ferrovie, non credo che il problema sia di mantenere i contratti nazionali o altro. Anzi, da questo punto di vista penso che il sindacato abbia fatto più danni che altro (come nella vicenda Alitalia del resto), difendendo posizioni di privilegio e non lottando per l'estensione a tutti di alcuni diritti di base. Il risultato è che anche qui si va a due velocità, da una parte lavoratori supergarantiti e dall'altra gente a contratto a termine che lavora nelle peggio condizioni senza nemmeno uno straccio di tutela.

Quindi se arriverà un po' di concorrenza probabilmente ci sarà anche chi rispolvererà le lunghe percorrenze, oppure si renderà conto che i pendolari possono essere un buon mercato lo stesso. La visione in cui tanto sono i soliti amichetti a scambiarsi i favori sull'av non mi convince molto. Anzi, ben vengano altri soggetti sull'av e che se la giochino sulla qualità del servizio e sul prezzo, fermo restando una base di regole di sicurezza, manutenzione etc. che valgano per tutti. L'importante è che non ci sia il cartello, come purtroppo è successo in altri settori (v. sulla telefonia mobile). Qui però dipende dal manico e da chi controlla.

L'esempio migliore di queste conseguenze è stato nel trasporto aereo: è vero che molte compagnie a basso prezzo operano con dei contratti di lavoro miseri, ma è anche vero che la loro presenza ha contribuito ad abbassare i prezzi in tutto il settore, comprese le compagnie di linea che oggi operano a prezzi molto più concorrenziali di dieci anni fa.

Per questo, pur con un po' di nostalgia di quando le ferrovie erano un servizio e non un business, penso che restare nello status quo con la politica di Trenitalia non sia un buon affare, meglio tentare di fare entrare anche altri - a regole certe - e far sì che la concorrenza metta fuori chi non ci sta nel prezzo e chi non ci sta nella qualità del servizio offerto.

Purtroppo la vera cosa preoccupante è sapere che ne faranno dell'InterRail tutti questi vettori. Non che Trenitalia brilli nei confronti della gestione del pass, ma penso che come sito dovremmo intervenire presso il governo per ricordargli che sarebbe il caso che diventasse obbligatorio per tutti quelli che intendono correre sulla rete italiana aderire all'offerta InterRail.

SkAglia
 
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DanigeOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 23, 2012 - 04:34 PM
Inter-Rail expert


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Cileno ha scritto:
non si tratta di sentimentalismo ma di una chiara concezione dell'economia di un pease, della fondamentale differenza fra pubblico e privato, del riconoscimento di quelli che devo essere dei servizi universali e garantiti a tutti e che solo lo stato può fare.
credo che potremmo andare avanti all'infinito a discutere proprio perchè si contrappongono dei modelli differenti. io credo che le privatizzazioni prima (le fs in quanto spa sono private!!) e le cosidette liberalizzazioni si sono dimostrate ormai chiaramente in tutto il mondo per quello che in realtà sono cioè la trasformazione di un diritto da garantire a tutti ad una cosa per pochi eletti, lo sfruttamento di beni essenziali da parte di qualche ricco industriale o pseudo tale, un vero e proprio furto dei beni pubblici che vengono regalati a questi signori per consentirgli lauti e facili guadagni.

ecco invece in concreto in cosa consisterà nelle ferrovie il decreto sulle liberalizzazioni(in realtà privatizzazioni) del governo:

L'intenzionalità contro il lavoro dipendente è confermata e amplificata dall'art. 24, che titola: «eliminazione dell'obbligo di applicare i contratti collettivi nazionali di settore nel trasporto ferroviario». Un regalo «ad personam» per i neo-entranti nel settore - Montezemolo e Della Valle - ovviamente compensato con la stessa «liberalità» a favore di Mauro Moretti e Ferrovie dello stato (cui viene però sottratta Rete Ferroviaria Italiana, che dovrà diventare società indipendente che permette «a tutti gli operatori» di usare i binari, pagando. È il «modello inglese», che ha distrutto la celebrata sicurezza delle «ferrovie britanniche», moltiplicando gli incidenti gravi o gravissimi.


Questa è ideologia statalista ma ciò non ha nulla a che vedere con l'efficienza del servizio. Dire che le vecchie FS funzionassero bene è improponibile, erano un carrozzone con un rapporto costi/qualità del servizio assolutamente intollerabile. La Spa è solo una forma societaria, se pubblica o privata dipende dalla composizione azionaria e le FS sono ad oggi assolutamente pubbliche. Pensare che in Italia si possa continuare sulla via del monopolio statale nel settore trasporti secondo è masochistico vista la qualità del servizio da sempre scarsissima ed i costi sempre più alti, ben venga la concorrenza se saranno i viaggiatore a trarne beneficio.
 
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DanigeOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 23, 2012 - 04:38 PM
Inter-Rail expert


Joined: Aug 19, 2008
Posts: 126

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SkAglia ha scritto:

Purtroppo la vera cosa preoccupante è sapere che ne faranno dell'InterRail tutti questi vettori. Non che Trenitalia brilli nei confronti della gestione del pass, ma penso che come sito dovremmo intervenire presso il governo per ricordargli che sarebbe il caso che diventasse obbligatorio per tutti quelli che intendono correre sulla rete italiana aderire all'offerta InterRail.


Giustissimo, era una delle "imposizione" fatte in UK dal governo al momento delle privatizzazioni ferroviarie ed anche in Italia deve essere garantito altrettanto.
 
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hemingwayOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 24, 2012 - 05:29 PM
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Joined: May 22, 2010
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intanto i soldi per il ponte sullo stretto sono stati dirottati verso opere ferroviarie quali la linea foggia-potenza e altre:

http://www.corriereweb.net/index.php?op ... Itemid=193

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http://heartpacker.blogspot.com/
 
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CilenoOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 25, 2012 - 03:05 PM
Inter-Rail godness


Joined: Jan 01, 1970
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Località: Roma
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caro skaglia,
questa sarà il mio ultimo post altrimenti non termineremo mai la discussione.
non era nessun appello, riportavo solo uno dei molti articoli apparsi sulla questione liberalizzazioni/privatizzazioni delle ferrovie o per meglio dire regalo di bene pubblici a qualche amico. numerosi gli articoli e tutti dello stesso tenero, quello di "ancora in marci" non è che il più lucido e corretto, quello che inquadra sotto tutti i punti di vista la questione ponendo relamente le cose per quello che sono.

Quote:

Il risultato è che anche qui si va a due velocità, da una parte lavoratori supergarantiti e dall'altra gente a contratto a termine che lavora nelle peggio condizioni senza nemmeno uno straccio di tutela.


è proprio quello che vuole imporre il decreto, eliminare completamente le tutele. infatti la ferrovia era uno dei pochi settori dove norme e garanzie erano garantite a tutti, in questa maniera invece si aprirà la strada a precariato, contratti al ribasso ecc ecc.

ma veniamo alla questione dal punto di vista dei viaggiatori o meglio clienti (perchè per le spa ferroviarie si parla di clienti e non di viaggiatori) i dati proveniente dalle diverse parti del mondo hanno dimostrato che dove vi è stata liberalizzazione e privatizzazione vi è stato un aumento esponenziale dei costi sia per il singolo utente che per lo stato, una sensibile riduzione della disponibilità del servizio con chiusura di linee ed in alcuni casi anche peggioramento del servizio stesso.

ultima cosa, mi dispiace ma non è chi detenie le azioni che determina la natura pubblica o privata di una società ma è appunto la sua forma societaria/azionaria (ciòè qualsiasi spa è per natura privata, infatti quando si parla di pubblico ci si riferisce ad Enti o aziende speciali.) nella loro storia le fs infatti sono state prima azienda autonoma, poi ente pubblico ed infine privatizzate in spa.

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levaOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 25, 2012 - 05:59 PM
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hemingway ha scritto:
intanto i soldi per il ponte sullo stretto sono stati dirottati verso opere ferroviarie quali la linea foggia-potenza e altre:

http://www.corriereweb.net/index.php?op ... Itemid=193



ottima idea. Inoltre in Calabria hanno tagliato i treni facendo rimanere isolata la regione. L'On.Laratta del PD si sta impegnando per il ripristino di tutti i fondi e che venga progettata la nuova linea sul tracciato esistente.

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SkAgliaOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 26, 2012 - 09:36 AM
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Joined: Jan 01, 1970
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Quote:

caro skaglia,
questa sarà il mio ultimo post altrimenti non termineremo mai la discussione.
non era nessun appello, riportavo solo uno dei molti articoli apparsi sulla questione liberalizzazioni/privatizzazioni delle ferrovie o per meglio dire regalo di bene pubblici a qualche amico. numerosi gli articoli e tutti dello stesso tenero, quello di "ancora in marci" non è che il più lucido e corretto, quello che inquadra sotto tutti i punti di vista la questione ponendo relamente le cose per quello che sono.


Ok capisco la tua buona fede, anche se l'articolo che riporti è di fatto un appello... non vedo però perché non dovremmo continuare a discuterne, non servono proprio a questo i forum? Smile
Mi sembra che abbiamo molti punti su cui siamo d'accordo:
- la differenza cliente/utente;
- le differenze di scopo fra ente pubblico e società commerciale
- i problemi che nascono dalla proprietà di una spa, sia essa tutta privata o mista o interamente pubblica.

Il punto che non mi torna molto è: vale la pena di inchiodarsi sul contratto nazionale unico per le ferrovie? Perché a guardar bene forse non è quello che rendeva più ricco il servizio delle vecchie FS... Infatti Trenitalia tuttora viaggia con lo stesso contratto, ha tagliato praticamente tutto e dà un servizio che fa schifo. Il problema penso sia più nel cosa si vuol fare con una ferrovia, cioè se offrire un servizio per portare la gente per il Paese ad un prezzo decente oppure fare solo utili.
Gli esempi di privatizzazioni che citi preoccupano anche me. Però è anche vero che in altri settori (vedi il trasporto aereo) hanno comunque portato ad un'offerta più ricca e ad un abbassamento generalizzato dei prezzi.
Il mio riferimento alle due velocità era non tanto per i contratti, quanto per chi è in una posizione di privilegio e di monopolio di fatto e di chi vorrebbe entrare nel mercato, magari con idee innovative (vedi la storia di Arenaways) e non può farlo perché viene messo fuori.

SkAglia
 
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CilenoOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 26, 2012 - 12:40 PM
Inter-Rail godness


Joined: Jan 01, 1970
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Skaglia mi trovo d'accordo con quello che scrivi , e fa anche piacere sapere che siamo in sintonia su molti punti.
hai ragione quando dici che "Il problema penso sia più nel cosa si vuol fare con una ferrovia, cioè se offrire un servizio per portare la gente per il Paese ad un prezzo decente oppure fare solo utili".

sulla questione contratto forse non mi sono spiegato bene io, è vero non "è quello che rendeva più ricco il servizio delle vecchie FS" sicuramente per i viaggiatori questo incide solo per alcuni versi ma se vediamo l'altro aspetto della medaglia un ccnl delle attività ferroviarie obbligatorio per tutte le imprese ferroviarie è prima di tutto una garanzia e tutela per tutti i lavoratori nonchè certezza di uno standard minimo di qualità e di sicurezza ma anche un'assicurazione contro una concorrenza sleale che falsa il cosidetto "mercato". Infatti pagare dei lavoratori il 30% in meno e magari farli lavorare anche + ore può consentire all'impresa di fare un prezzo del biglietto più basso ad esempio, e quindi anche se si vuole parlare di aprire alla concorrenza, cosa con cui non sono d'accordo, non si può avvantaggiare qualcuno a spese di altri. e tra l'altro così avrà la meglio quell'imprenditore che sfrutterà maggiormente i lavoratori pagandoli una miseria e non chi fornirà un servizio migliore.

Credo che ci siano cose che per loro natura sia un monopolio di fatto e quindi non si tratta di avere una concorrenza ma semplicemente di passare il monopolio di un bene dallo stato ad un privato ( pensiamo all'acqua ad esempio)
Il trasporto aereo è leggermente diverso, è vero che le offerte sono aumentate ed i costi diminuiti ma a che prezzo? le condizioni dei lavoratori e gli standard di sicurezza sono diminuiti e a dirla tutta anche il servizio verso i clienti. poi certo i voli si posso effettuare ovunque non hanno dei binari che sono limitati. C'è da dire un'altra cosa l'alitalia era una delle migliore aziende al mondo, forse la prima per quanto riguardava la sicurezza, un patrimonio enorme di conoscenza, materiale e teconologia che è stato completamente distrutto, smebrato e svenduto a qualche imprenditore amico che ora sta facendo lauti guadagni sulle ceneri di quel che resta. una compagnia internazionale che ora occupa un ruolo marginale nel trasporto aereo. E poi ci sono le migliaia di posti di lavoro persi, anni di cassaintegrazione pagata dallo stato eppure oggi alitalia cai assume personale con contratti precari e a tempo.

Che in italia ci sia stato un malcostume della politica nel gestire le aziende pubbliche questo è innegabile, che in parte servivano anche per una politica clientelare è tutto vero. Che risorse che potevamo portare enormi utili nelle casse dello stato(ferrovie, energia, telecomunicazioni, alitalia ecc) erano in perdita anch'esso è vero. Ma questo non significa che il modello della gestione pubblica fosse sbagliato ma piuttosto che chi l'ha gestito pensava a fare i propri interessi piuttosto che quelli della collettività e che quindi è la direzione politica che doveva essere sostituita.

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DanigeOffline
Oggetto:   PostInviato: Jan 27, 2012 - 02:42 AM
Inter-Rail expert


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Cileno ha scritto:

ma veniamo alla questione dal punto di vista dei viaggiatori o meglio clienti (perchè per le spa ferroviarie si parla di clienti e non di viaggiatori) i dati proveniente dalle diverse parti del mondo hanno dimostrato che dove vi è stata liberalizzazione e privatizzazione vi è stato un aumento esponenziale dei costi sia per il singolo utente che per lo stato, una sensibile riduzione della disponibilità del servizio con chiusura di linee ed in alcuni casi anche peggioramento del servizio stesso.

ultima cosa, mi dispiace ma non è chi detenie le azioni che determina la natura pubblica o privata di una società ma è appunto la sua forma societaria/azionaria (ciòè qualsiasi spa è per natura privata, infatti quando si parla di pubblico ci si riferisce ad Enti o aziende speciali.) nella loro storia le fs infatti sono state prima azienda autonoma, poi ente pubblico ed infine privatizzate in spa.


Mi spiace ma quello che dici non corrisponde a verità, in tutti i paesi in cui è venuto meno il monopolio statale nel trasporto ferroviario sono aumentati i costi dei biglietti ma si sono drasticamente ridotti gli oneri a carico del bilancio dello Stato e non aumentati come sostieni tu. Questo è dovuto al fatto che le ferrovie statali sono pagate con i soldi di tutti i contribuenti indipendentemente che essi usino i treni o meno, in un sistema liberalizzato invece solo coloro che effettivamente utilizzano il mezzo pagano per questo servizio e questo comporta ovviamente un aumento delle tariffe.
Le Spa hanno proprietà pubblica o privata in base a chi detiene la maggioranza del capitale e nel caso di FS la proprietà è assolutamente pubblica, se fossero state privatizzate ora la maggioranza delle azioni sarebbe in mano a capitale privato cosa che invece non è. La differenza fra ente pubblico economico e spa a controllo pubblico sta semplicemente nella tipologia di diritto da cui originano.
 
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MVOffline
Oggetto:   PostInviato: Feb 18, 2012 - 09:53 PM
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Esperienze terrificanti sull'alta velocità da parte di uno dei giornalisti del Fatto Quotidiano (articolo del 18 febbraio 2012)


I fatti tragicomici vissuti in prima persona. Giovedì 16.02 ore 11.00 devo recarmi col Tav da Milano a Roma. Biglietto di prima classe al modico importo di ¤ 116 (meno conveniente dell’aereo). Giungo alle ore 10,40 osservo il tabellone: nessun cenno al treno. Inesistente. Riguardo il biglietto, forse soffro di stati di allucinazione ed ho sbagliato giorno.

Intuendo poi il disagio mi reco alla postazione mobile Tav. Fila lunga e caotica. Apprendo da altri sfortunati viaggiatori che il treno è stato “soppresso”. Smarrimento, sconcerto, sdegno dinanzi allo zero assoluto di informazioni. Sicchè attendo il mio turno (altri 18 minuti persi) per una fila che non avrei mai dovuto fare e mi trovo un dipendente inespressivo che mi prende il biglietto, non si scusa, non fa cenno ad alcun risarcimento e mi domanda “Vuole partire con quello delle 11,20?”. Vorrei rispondergli che “No son qua di passaggio, giusto per ammirare le bellezze della Stazione e osservare il suo viso di cera farmi domande idiote; gradirei partire tra un mesetto, grazie”. Mi mordicchio la lingua. Digrigno i denti, rispondo di si e domando pure (che ardire…) le spiegazioni della soppressione. Risposta surreale: “Neve”. In effetti ha nevicato diversi giorni fa. Trenitalia dopo 3 giorni ha ancora problemi per neve? Osservo il tabellone adiacente e noto che il 70% dei treni riporta ritardi sconcertanti sino a 75 minuti.

Senza alcun sorriso, né prima né dopo. Men che mai un barlume di scuse. Salgo indi rabbioso.

Vorrei trovarmi in Finlandia e pregusto già il salmone, e soprattutto tanta efficienza.

Il giorno dopo devo ritornare a Milano. Stesso copione. Venerdì 17 ore 15.00 devo recarmi col Tav da Roma a Milano. Biglietto di prima classe sempre al modico importo di ¤ 116. Giungo alle ore 14,40 osservo il tabellone: treno soppresso. Beh il servizio è già migliorato, mi dico, lo comunicano stavolta. Mi reco alla postazione mobile Tav. Fila. Il trasandato, e molto scazzato, dipendente mi risponde “deve rifare il biglietto” e mi indica la dietro stante fila per gli sportelli ordinari. Smarrimento, sconcerto, sdegno. M’infilo nella lunga interminabile fila. Alle 15,05 dopo oltre 20 minuti di fila (oramai era il mio turno) mi si avvicina un’altra dipendente la quale mi fa cenno di ritornare alla postazione mobile, mi prende il biglietto e lo rifà per il treno successivo delle 15,15. Le chiedo “Non poteva farlo il suo collega? Aveva le mani rattrappite? Ho fatto quasi mezzora di coda vanamente!”. Nessuna risposta, nessun sorriso, nessuna scusa. Niente di niente.

E’ curioso ma in entrambi i casi hanno soppresso i Tav a minor percorrenza, di 2,59 ore. Sovviene il dubbio che lo facciano per tagliare i costi. In entrambi i casi arrivo con almeno 45 minuti di ritardo rispetto al mio tabellino di marcia.

M’inerpico verso il Tav (Treno ad Altissimo Vomito).

Giorni fa leggevo con piacere l’articolo di Susanna Tamaro, sul Corriere della Sera, nel quale raccontava il suo amore per i viaggi in treno e le terribili esperienze che ha vissuto in Italia. Solo in Italia.

Perché accade tutto ciò? Intanto perché Trenitalia opera in regime di puro monopolio. I viaggiatori non hanno alternative. O così o ti sposti in auto, moto, bici, barca, piedi. Sicchè Trenitalia può paciosamente garantire qualsivoglia disservizio e dormire sonni tranquilli. Chiedete ad NTV cosa significhi tentare di offrire un servizio alternativo, concorrenziale. Chiedete alle centinaia di migliaia di pendolari che ogni giorno “devono” sottoporsi ad un TSO (Trattamento Servizio Obbligatorio) ferroviario.

In un regime di libera concorrenza Trenitalia avrebbe già perso quasi tutti i clienti. E in breve tempo, onde riacquistare la clientela, avrebbe dovuto migliorare i servizi e rimodulare i prezzi. Questa è la libera concorrenza che interessa tutti i cittadini, caro Mr. Monti. Forse lei non usa i treni però.

Se in Italia avessimo avuto un’esperienza positiva di “associazioni di consumatori”, poco politicizzate, schierate e armate di strumenti efficienti quali una vera class action (e non la cialtronata che ci ha rifilato l’accorto legislatore), se avessimo un’Autority libera ed indipendente, oggi avremmo consumatori più forti e un mercato più sano ed efficiente. Invece siamo esposti a servizi virtuali. Dunque diveniamo cittadini virtuali.

Da ieri ho però una certezza in più: mai più Tav.
 
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levaOffline
Oggetto:   PostInviato: Feb 18, 2012 - 10:49 PM
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NTV ha messo in cercasi 80 persone per lavorare in NTV, e inoltre cerca persone che lavorino con EATALY di Roma-Ostiense che aprirà i battenti nel padiglione disabitato posto al binario 15. Persone con esperienza di lungo corso e titoli presso Alberghiero etc..

Annuncio letto su RomaGiovani e presso tutte le Edicole Romane e Laziali.

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LocomotivebreathOffline
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Sempre peggio...

http://www.repubblica.it/economia/2012/06/11/news/treni_locali-36980573/?ref=HREC1-8

Altro che alta velocità!

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"Il destino di un uomo è personale solo perché può accadere che assomigli a ciò che è già nella sua memoria". Eduardo Mallea
 
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interattivoOffline
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E perché?
Mi pare che non abbia detto nulla sulla AV.
Ha minacciato,a pensar bene con poco tatto, la sospensione dei servizi per i pendolari.
Finiremo a rovinarci per correre appresso agli spiccioli... vedremo.
 
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LocomotivebreathOffline
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interattivo ha scritto:
E perché?
Mi pare che non abbia detto nulla sulla AV.
Ha minacciato,a pensar bene con poco tatto, la sospensione dei servizi per i pendolari.
Finiremo a rovinarci per correre appresso agli spiccioli... vedremo.


Il problema, se non l'hai capito, è proprio questo.Si investe in alta velocità e i pendolari, oltre a viaggiare come bestie, rischiano anche di non poter usufriure di un servizio, nonché di un diritto.

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"Il destino di un uomo è personale solo perché può accadere che assomigli a ciò che è già nella sua memoria". Eduardo Mallea
 
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Ma il tuo punto di vista ovviamente è chiaro dal messaggio di apertura della discussione.
Quando rispondo troppo lungo sono noioso e illeggibile, quando troppo corto sono oscuro... sono una frana Smile
Scherzavo sul fatto che la tua frase:
Quote:

Altro che alta velocità!

... era da ribaltare viste le intenzioni del top manager, cioè quella è proprio la parte redditizia dell'azienda che piace a lui. Certo sono capace anch'io di fare profitto concentrandomi solo su ciò attorno a cui scorrono molti soldi, ma lui ha le credenziali corrette per quel mestiere ed io no. Chi lo ha messo lì, forse distratto, si è dimenticato di dirgli che la missione è ardua perché non è un'azienda che deve semplicemente operare in regime di mercato (e "manco pe niente" dato che attualmente assomiglia più a un monopolio, dove si gioca facile), ma deve anche garantire servizi pendolari antieconomici e che tuttavia sono essenziali per permettere a milioni di lavoratori e studenti pendolari di non diventare praticamente improduttivi dall'oggi al domani.
Si tratta, volendo essere minimalisti, di "spicci" di cui le nostre ferrovie hanno bisogno e mi permetto di aggiungere che serve una cifra paragonabile per potenziare la nostra ricerca universitaria che già fa molto con quasi nulla e che magari avrebbe i mezzi anche per competere se avesse qualche chicco in più. Ma questi spicci non li si vogliono mettere a bilancio del Paese, perché quest'ultimo va illuso periodicamente con proclami da paradiso fiscale che alla fine, nello scenario peggiore, lo porteranno al crac e a far impazzire dalla disperazione anche i più ricchi, che sognano le Maldive un giorno sì e l'altro pure. Da ciò la mia frase:
Quote:

Finiremo a rovinarci per correre appresso agli spiccioli... vedremo.

La frase del manager, comprensibile se fosse stato affidato l'incarico a me che di Economia e Politica sono dilettante, è stata pronunciata in modo tale da far pensare a una mancanza di tatto, ciò però se si vuol pensar bene ed escludere eventuali messaggi nascosti a politici o uomini di potere vari; da ciò la mia frase:
Quote:

Ha minacciato,a pensar bene con poco tatto, la sospensione dei servizi per i pendolari.


Ora che ho finito di spiegarmi e promesso di non lanciare più frasette oscure nel mucchio, devo anche dire, per onestà intellettuale, che siamo, tra i popoli ricchi, i più indisciplinati e infedeli fiscalmente in assoluto.
Ancora oggi, nonostante ormai da parecchi mesi dall'alto sia arrivato finalmente ordine di mandare i controllori su tutti i treni pendolari, la percentuale di gente che non paga il biglietto è alta, essa (escludendo gente che effettivamente non ha nulla) fa conto sulla poca autorevolezza con cui i suddetti applicano le sanzioni previste. La scusa "la macchinetta non timbrava ed io sono un/a povero/a verginello/a" ormai ha smesso di far ridere, è patetica ma viene ancora usata diffusamente. Ciò è intollerabile tanto quanto i soprusi del potere, eppure non ci si lamenta di questo allo stesso modo: mancano tonnellate di cultura e di senso civico, c'è poco da dire.
Aggiungo che nella capitale il biglietto di corsa semplice è stato aumentato a 1.5 euro da 1 euro che costava... ciò mi trova pienamente d'accordo... girando per l'Europa mi son reso conto che 1 euro è troppo poco se consideriamo il disturbo che il passeggero arreca alla mobilità pubblica per una singola corsa, infatti per gli abbonamenti mensili ed annuali le differenze con il resto dell'Europa ricca erano sì a nostro favore ma sicuramente in percentuali molto minori rispetto al biglietto di corsa semplice. Segno del fatto che qualsiasi servizio di mezzi pubblici può essere economico anche senza uno Stato troppo assistenzialista, ciò se si garantisce alla compagnia che gestisce il traffico un minimo di carico passeggeri su cui poter fare i conti. Non dimentichiamoci che dall'altra parte c'è la mobilità privata, che ormai ha costi esorbitanti: quella pubblica rimane perciò molto competitiva.
 
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Oggetto:   PostInviato: Jun 12, 2012 - 06:28 AM
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Quote:
Aggiungo che nella capitale il biglietto di corsa semplice è stato aumentato a 1.5 euro da 1 euro che costava... ciò mi trova pienamente d'accordo... girando per l'Europa mi son reso conto che 1 euro è troppo poco se consideriamo [...]


Insomma...

Non consideri il fatto che l'aumento del 50% del costo del biglietto serve per ripianare il bilancio della catastrofica gestione di Atac degli ultimi anni (vedi anche la parentopoli di Alemanno e le controproducenti nomine politiche nell'Azienda), che altrimenti dovrebbe chiudere bottega, e che in un altro paese avrebbe già chiuso.Inoltre, laddove in Europa il costo del biglietto è pari o superiore, il servizio fornito al cittadino è anni luce lontano da quello offerto a Roma.Non parlo di Londra, ma mi viene in mente Barcellona, in quella Spagna che non se la passa proprio bene...
Non sarò proprio un inguaribile ottimista, però pensare che i soldi in entrata
servano a migliore infrastrutture e mezzi fa un po' sorridere.Senza contare che per la terza linea di Roma - i cui tempi slitteranno ancora( si parla del 2016, se va bene), aggiungendo ulteriori costi a carico del contribuente - i privati ci stanno dentro eccome.
Cioè dovremmo adeguare i costi per non essere assistenzialisti O_O
A Madrid, sempre in quella Spagna che non se la passa troppo bene, la nuova metropolitana è stata conclusa in 36 mesi, con costi nettamente inferiori.Allora, de che stamo a parlà?
Livellare i prezzi al resto d'Europa?Bisognerebbe livellare ben altro...


Quote:
Ancora oggi, nonostante ormai da parecchi mesi dall'alto sia arrivato finalmente ordine di mandare i controllori su tutti i treni pendolari, la percentuale di gente che non paga il biglietto è alta, essa (escludendo gente che effettivamente non ha nulla) fa conto sulla poca autorevolezza con cui i suddetti applicano le sanzioni previste.


Insomma(2)...

Hai mai preso un Orte-Fiumicino, un Nettuno-Roma o un Velletri-Roma nelle ore di punta al mattino? Non si riesce neanche ad entrare, e lo stesso immagino valga anche in altre parti dell'Italia.
Date le condizioni di sovraffollamento, i ritardi, le cancellazioni e il numero ridotto di corse, se qualcuno non facesse il biglietto non lo condannerei così su due piedi...Perché quando un pendolare non arriva a lavoro, la giornata lavorativa mica gliela rimborsa trenitalia
Nell'Europa "civile" la giustificazione ad un alto costo del biglietto( e delle tasse in generale) la puoi ritrovare nel servizio adeguato. Allora sì, che l'intransingenza ha un fondamento.Qui no! Costi in aumento e servizi di merda.

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Scusa non l'ho detto: sono un pendolare, almeno in ciò parlo con cognizione di causa.
E' dura rispondere ancora punto per punto, perché il dibattito rischia di divergere e, tra l'altro, affonda in parte le sue radici nella tradizione (irrazionale) che ci vuole divisi tra chi predilige il rispetto dei diritti e chi dei doveri; tuttavia mi accingo a farlo di nuovo Smile
Parto da un contributo filosofico: se in un ambiente non c'è nulla, di sicuro non ci sono diritti, allora rimboccandosi le maniche si deve costruire fino a rendere quest'ultimi possibili. Costruire è dunque un onere che in origine ha riguardato gli uomini, che avevano a disposizione solo gli elementi della natura. Non è che nel nostro Paese non ci sia nulla, d'accordo, però quando c'è un decremento di ricchezza, a maggior ragione bisogna essere ligi ai doveri per poter accampare diritti. E' quello che mi hanno insegnato a scuola: fare i propri doveri e poi pretendere diritti (senza dare a questi un peso minore dei primi), rimarrò della stessa opinione fin quando la fatica del lavoro mi farà cambiare idea.

Partendo da ciò il non pagare un biglietto è un comportamento che andrebbe stigmatizzato sempre, ciò perché si grava su chi rispetta le regole. Voglio essere prosaico, altrimenti non ne veniamo a capo... non si può far decidere al singolo utente se il servizio è stato adeguato o meno: che dovrebbe fare il controllore? Aspettare che il passeggero scenda, chiedergli se ha gradito il servizio e, solo in caso affermativo, fargli pagare il biglietto? Chi decide la persona che viene effettivamente danneggiata dai disservizi? Facciamo una class action tanto per far baldoria?
Inoltre non credo si possano in generale avanzare recriminazioni sulla qualità del servizio se questo non è stato prima pagato, c'è nel nostro caso in parte la scusante delle sovvenzioni statali e dunque del fatto che in parte esso è stato pagato... ma queste sarebbero orecchie da mercante, dato che il mio discorso è chiaramente estendibile e completabile con un'accusa all'evasore in generale.
A me pare che la gente voglia salvare il Paese senza anteporlo agli interessi personali: ciò è semplicemente impossibile, se ognuno pensa a sé si torna alle città stato che han fatto la storia di questo Paese per secoli e che infatti sono una minaccia politica sempre presente.

Alla luce di ciò, capirai che per me non è prioritario che i soldi dell'aumento del biglietto vengano usati per le infrastrutture o per comprare l'ultimo modello di smartphone del figlio del parente dell'amico di quello che lavora in comune. Ovvero prima si dà alla società appaltatrice la possibilità di stare sul mercato e poi si può pensare di fare rivoluzione sociale se quelle persone tradiscono il mandato.
Chiarito questo, per tutti i discorsi delle non limpide commistioni pubblico privato, del fatto che la concorrenza andrebbe monitorata, che i criminali più pericolosi sono annidati nelle posizioni di potere, che la giustizia dovrebbe essere assicurata verso chi mette in ginocchio il Paese, etc. credo che siamo d'accordo e non è il caso di fare chiacchiere da bar. Anche perché son convinto che di martiri/casi esemplari ne servono parecchi prima di ristabilire il senso civico e sulle nostre scuole non possiamo contare (anche qui ho cognizione di causa, in quest'ultimo caso ti devo chiedere di fidarti).

La Spagna se la passa male... certo entrare nel mondo del lavoro adesso non la vedo bene, ma un debito pubblico in percentuale sul PIL molto più basso dà ancora possibilità di manovra che noi non abbiamo. Certo prima o poi si va in bancarotta tutti con questa tendenza, ma non sono certo in grado di capirlo a fondo né tanto meno di spiegarlo ad altri.

Comunque, a mio avviso e per divagare un po', il nostro problema è energetico (almeno parlo di qualcosa che conosco): o si va verso un aumento dell'estrazione di idrocarburi finché dura la festa, oppure si cerca un nuovo modello di sviluppo. I governi sono più o meno tutti allineati verso la prima soluzione: temo sarà una catastrofe immane quando scopriranno di essere grandissimi esperti di niente.
 
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LocomotivebreathOffline
Oggetto:   PostInviato: Jun 12, 2012 - 08:18 AM
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La Spagna se la passa male... certo entrare nel mondo del lavoro adesso non la vedo bene, ma un debito pubblico in percentuale sul PIL molto più basso dà ancora ossibilità di manovra che noi non abbiamo. Certo prima o poi si va in bancarotta tutti con questa tendenza, ma non sono certo in grado di capirlo né tanto meno di spiegarlo ad altri.


Non è un problema di debito pubblico.E' un problema di cultura e malaffare,più o meno legalizzato.
La famosa terza linea di cui sopra, sarebbe dovuta passare per Torre Argentina, senonché dopo aver approvato i lavori, alle fulgide teste pensanti che hanno ideato ciò, è stato fatto presente che sotto c'erano reperti archeologici.Ma va?E che ci volevi trovare?
Scavi e sopralluoghi, ritardi e compagnia bella, per far mangiare ditte e pagare profumate consulenze.Spese inutili, aumentano i costi, si dilungano i tempi e chi ci rimette si sa.

Quanto al resto, non mi trovo d'accordo.La tutela di un diritto è compito dello Stato (che si parli di mobilità o altro).Se viene meno il fondamento etico sul quale si regge uno Stato, non puoi accampare doveri di sorta a tuo piacimento.Oltretutto, tornando in tema, la stragrande maggioranza dei cittadini paga i biglietti e si ritrova senza aver un servizio congruo.

Le belle parole lasciano il tempo che trovano in questo paese.Parlare dei massimi sistemi, quando non funziona neanche l'essenziale,o funziona male, è un po' fuori luogo.Mi fermo qui se no andiamo off-topic

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Oggetto:   PostInviato: Jun 12, 2012 - 08:46 AM
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Non è un problema di debito pubblico.E' un problema di cultura e malaffare,più o meno legalizzato.

E' vero, mi son dimenticato di dire che sono usciti dalla dittatura molto più tardi di noi, se vogliamo sono come noi 30 anni fa; altra cultura, me lo dice chi c'era già, gli credo.
Quote:

Quanto al resto, non mi trovo d'accordo.Le belle parole lasciano il tempo che trovano in questo paese.Parlare dei massimi sistemi, quando non funziona neanche l'essenziale, è un po' fuori luogo.Mi fermo qui se no andiamo off-topic

Esatto, tu le chiami belle parole sui massimi sistemi, per me sono linee di principio che andrebbero diffuse capillarmente. Al di fuori c'è l'anarchia delle città stato, comunque un'esperienza storicamente interessante. Più che altro se non funziona la diffusione culturale, dovrebbero funzionare atti dimostrativi? Tipo non pagare biglietti ad oltranza per protesta? Che rivoluzione si vuole fare? L'ultima epocale che ricordo è quella francese, la quale nacque da un retroterra culturale ormai consolidato e quindi una realtà oggettuale non corrispondente alla nuova forma mentis della gente ed alle potenzialità del tempo, inoltre c'erano già stati molti martiri prima del suo scoppio.

Tornando in tema e parlando di autorevolezza dei controllori... mentre tornavo dal raduno di Ravenna col regionale per Bologna, l'aria condizionata non funzionava ed in effetti coi finestrini non apribili si moriva di caldo. Un passeggero vicino a me, all'arrivo del controllore, dopo avergli mostrato il biglietto valido, si lamentò con lui (lo stava aspettando da parecchi minuti sul piede di guerra) del problema. La risposta immediata del controllore fu quella di andarsi a lamentare coi capi perché lui era il primo a cui avrebbe fatto piacere...
Se mi immagino nuovamente la scena con un passeggero senza biglietto, saranno belle parole sui massimi sistemi, però non riesco proprio a tollerare con che faccia tosta potrebbe lamentarsi. Sul trenino per Roma sento dire: "Sì, tranquilla signo' ché oggi col ritardo che sta facendo questo treno il controllore non si presenta, si deve solo azzardare a farlo...".

Capisco la rabbia per la metro C, d'altronde è tutto un programma che i romani quando ne sentono parlare ridono e sospirano...
 
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