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hemingway |
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Oggetto: RE: Hemingway in Uk e a zonzo per l
Inviato: Dec 04, 2010 - 11:26 AM
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Joined: May 22, 2010
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Berlino
Un treno aspetta puntuale a un binario della Gare de l'est. Destinazione Berlino, ma non solo: le carrozze verranno scomposte e andranno in parte a Monaco di Baviera; altre proseguiranno per Mosca, e si differenziano dal resto dei vagoni, per il colore rosso e le scritte in alfabetico cirillico.
Sarà un tragitto di 15 ore, e non ho trovato una cuccetta libera, per cui mi sistemo nel mio scompartimento fornito di cibo per la notte e un bel cuscino gonfiabile, necessario per riposare. Arrivano i compagni di scompartimento, due ragazze inglesi che viaggiano con lo zaino, un cinese e un uomo di colore con molte birre. Me ne offre una, io rifiuto, e stappa la sua con i denti. Cerca in ogni moto di avviare una conversazione, ma è un personaggio losco. Ho notato spesso la presenza, nei treni internazionali notturni, di questo genere di personaggi, i quali viaggiano spesso senza bagagli, e hanno un grosso alone di mistero intorno a se. Suppongo che possa essere un corriere della droga, un magnaccia o altro. Infatti riesce ad attaccare bottone con le due inglesine, le quali gli danno estrema confidenza, parlando per ore. Sono così costretto ad ascoltare i suoi mille consigli sulla Germania, soprattutto su Amburgo. Invita subito le ragazze ad andare a visitare questa città, e in particolar modo il quartiere di Reeperbahn, famoso per essere il centro della prostituzione e del divertimento nel libertino capoluogo anseatico. Io stesso ho intenzione di andarci, ma questo tipo che continua a guardarsi attorno e stapparsi birre, non mi piace. Il cinese dorme. É un viaggio da Parigi a Berlino e non ha nessun tipo di bagaglio, nemmeno una felpa per coprirsi durante la notte. Ogni tanto osserva il cellulare e sbarra gli occhi, palesemente inquieto. Le ragazze vanno al vagone ristorante, il nero le segue a ruota dopo un secondo, dopo essersi stappato altre birre. Almeno vanno a parlare un po' da un altra parte. Non sono contro le conversazioni nate in viaggio: possono essere estremamente piacevoli, ma in questo caso ci si trova di fronte persone ingenue che conversano con persone maliziose. La notte va avanti, e ci si predispone a dormire. Io e la mia ragazza siamo sistemati uno in fronte all'altro, presso il finestrino, così da poter allungare le gambe. Lo Lo scompartimento si riempie di nuovo, ma ora l'atmosfera è più soffusa. Io non dormo facilmente in queste occasioni, soprattutto per la difficoltà nel sistemare la testa, e per avere un effettivo riposto ho bisogno di essere disteso. Ascolto musica e non perdo d'occhio i miei compagni di viaggio. Gradualmente scopro che il cinese e il nero si fanno gesti d'intesa, come se si conoscessero già, presentimento che avevo. Infatti con un gesto chiaro, si muovono verso il corridoio e cominciano a parlare. Più tardi quando vado in bagno, li vedo parlare come persone che si conoscono. Non mi faccio ulteriori domande sulla natura del loro viaggio, e ritorno a “dormire”. La mattina sul presto vado a fare colazione nella carrozza ristorante, dove un bel caffè caldo rigenera dalla scomodità della notte. Il treno ha parecchio ritardo. Ne approfitto per fare un giro nella carrozza russa, i cui scompartimenti sono molto più ampi, hanno dei letti completamente diversi dalle cuccette di Deutsche Bahn. All'interno i passeggeri diretti in Russia, sono accampati per un lungo viaggio. Noto un uomo con grossi baffi e grossa pancia, guardare fuori dal finestrino con evidente noia, vicino al suo letto una bella bottiglia di quale alcolico.
Dopo lunghe soste per inspiegabili problemi al treno, si comincia ad entrare in Berlino. Ho un rapporto speciale con questa città, in cui sono passato in ognuno dei miei interrrail. Berlino ha il fascino dell'incompiuto, perchè è in continua costruzione, e proprio per questo motivo ci si sente nel cantiere dove viene costruito il futuro. Non economico, non politico, qui si sente la forza delle idee, essenza stessa della creatività. Ci sono sempre arrivato in treno, e anche questa volta, il treno entra dolcemente nella Hauptbahnof; si tratta della mia stazione preferita.
Costruita su più livelli, con un architettura rilassante, le cui trasparenze, permettono di dare subito una sguardo alla città, e un occhio attento può scrutare la bandiera tedesca sventolare sul Reichstag.
Il viaggio è stato interminabile, e solamente appoggiare i piedi per terra, per poterli portare ovunque si ritiene opportuno, è una grande felicità. Decido di recarmi direttamente in ostello. Solitamente soggiorno nei quartieri di Friedrichshain o Kreuzberg, ma questa volta ho deciso di provare una cosa nuova e sto nel Prenzlauer Berg, sulla Schonhauser Alle, all'ostello Alcatraz Backpackers. Prendo un paio di metropolitane, e finalmente la U2 che mi porta a destinazione, ma 3 fermate prima della mio ostello, la metro è interrotta per lavori; ci sarà da prendere sempre un autobus sostitutivo, che passerà sempre, nel giro di pochi minuti. L'ostello è economico e organizzato in maniera ottima. I ragazzi della reception sono pazienti e non si irritano per il miei continui "merci", sono fuso dal lungo viaggio e non sono ancora passato sulla frequenza tedesca. Sono simpatici, e hanno birre ghiacciate a 1 euro, di cui approfitterò ampiamente sedendomi sotto il gazebo nel cortile adiacente alla reception.
Non posso ancora entrare in camera, quindi ripongo i bagagli, e nonostante la notte in treno e la voglia di una doccia, non esito ad andare in centro. Sento il forte bisogno di immergermi subito nei gusti e sapori berlinesi, niente di meglio quindi che un currywurst e una Berliner Pilsner seduto per terra in Unter den Linden, guardando la città scorrere di fronte a me. L'emozione di scendere alla stazione di Alexanderplatz è sempre la stessa, dalla prima volta, in cui la vista della torre televisiva mi lasciò a bocca aperta. Ora, con occhio più consapevole, guardo l'orso nella bandiera sventolare sopra il palazzo rosso del municipio, guardo il prato di fronte al duomo, dove mi sono seduto tante volte. Imboccare il "viale dei tigli" mi è sempre sembrato la cosa più naturale da fare, appena arrivati a Berlino, immaginando questo viale, nel suo splendore prussiano, e ai tempi pre-bellici di Einstein. Solo più in là, l'incrocio con Friedrichstrasse, mi riporta alla mente le ore trascorse nelle librerie dietro l'università e nei caffè. Parisier Platz è un luogo perfetto per meditare quando, la notte, è sgombra di turisti e ci si siede a guardare la quadriga stagliarsi contro il cielo. Questa era la terra di nessuno, luogo alienato dal muro della divisione; ora è una delle più belle piazze d'Europa.
Questa classica passeggiata, fatta con una Berliner Pilsener in mano, e il sapore del curry in bocca, mi fa dimenticare la stanchezza per la notte trascorsa in treno, e mi proietta immediatamente nella mia relazione d'amore con questa città. Giusto uno sguardo alla Colonna della Vittoria, purtroppo coperta per restauro, e curvo a sinistra verso il memoriale dell'olocausto, dell'architetto Libeskind. Questo bosco o immenso cimitero è uno dei luoghi che testimoniano come tra le macerie e la morte si possa continuare a vivere, pur senza dimenticare. I berlinesi lo sanno bene, e hanno saggiamente esorcizzato la loro storia attraverso l'architettura. Berlino parla attraverso di essa.
Rimango sempre perplesso nel vedere l'uso che viene fatto di questa piazza. Finché vedo ignari bambini giocare a nascondino tra le grosse steli di cemento, lo trovo comprensibile. Ma quando sono i turisti a non comprenderne il significato, issandosi sulle steli in pose buffe per scattare foto dementi, trovo il tutto molto ripugnante. Questa foresta di cemento armato non è il luogo per certe cose. Qui ho passato dei bellissimi momenti, assistendo a tramonti meditativi, fissando il cielo rosa di Berlino. La mia camminata prosegue, direzione Potsdamer Platz, sempre a piedi, prenderò la metropolitana solo per tornare. La prima volta che vidi questa parte di Berlino, non mi entusiasmò per niente, cullato com'ero dalla scoperta della parte est. All'epoca dormivo in un ostello che è una nave sulla Sprea, all'altezza dell'east side gallery. Dall'oblò della mia camera potevo fissare ciò che rimaneva del muro. Ecco perchè questa piazza costruita dal nulla, con i suoi palazzoni non mi colpì particolarmente. Anche quell'inno alla tecnologia, che è il Sony Center, non mi sembrò nulla più che una curiosa costruzione. Questa volta però, avrò occhi diversi per la parte ovest. Il mio palazzo preferito della piazza è sempre stato il grattacielo Deutsche Bahn, che nella sua imponenza, da l'idea del potere della ferrovia tedesca, che possiede un grattacielo in ogni importante città tedesca. Mi reco ai piedi di questo palazzo totalmente in vetro, e scopro che aggirandolo si può entrare direttamente nel Sony Center. Ancora non c'è il gioco di luci notturno, la cui alternanza, si sposa perfettamente i colori degli edifici circostanti, e con il tetto, che mi sembra un insieme di petali, pronti a cambiare colore. Mi adagio su una panchina di acciaio e mi guardo attorno: i rumori sono ovattati, sembra di stare in un salotto, il rumore dell'acqua che sgorga dalla fontana è rilassante. Prendo un gelato da alcune ragazze che hanno la bancarella ambulante, e scopro che all'uscita opposta del Sony Center c'è un piccolo parco. L'improvviso contatto con la natura, il prato verde, mostra gli enormi contrasti e sorprese di questa città: facendo pochi metri si passa da un luogo totalmente moderno e tecnologico a un luogo naturale che confina con esso.
É ora di rientrare in ostello perché ho una notte in treno alle spalle e non mi sono fermato un attimo.
La camera è ottima, e la doccia rigenerante. Dopo un breve sonnellino, giusto per ricordarsi come ci si sente stesi su un letto, esco per l'aperitivo. Il mio posto preferito per farlo a Berlino è nella piazza di Hackescher Markt; l'architettura di questo posto, e della annessa stazione è molto suggestiva. Mi siedo ad un locale e ordino una weiss. Proprio di fronte a me iniziano uno spettacolo alcuni mimi che, accompagnati da musica, fanno delle parodie legate ai suoni del computer, sono molto divertenti.
Dopo questa sosta, in cui mi soffermo a rimirare la piazza a cui sono particolarmente legato, è ora di andare a cenare in un altro dei miei posti preferiti, il Georg Braeu Brauhaus.
Come si intende dal nome, è un antico birrificio, che si trova nel quartiere Nikolaiviertel, questa interessante parte di Berlino, adagiata sulla Sprea, di fronte al duomo, costruita dagli architetti socialisti della DDR, per dare un'idea della Berlino pre-bellica. Qui il fiume si restringe in alcuni canali, lungo i quali sono posti i tavoli nel periodo estivo, e dai quali si può vedere tramontare il sole dietro la cupola del duomo.
La gamma dei colori va dal viola al rosa, è fantastico. Il birrificio prende il nome da San Giorgio, la cui statua occupa la suggestiva piazzetta. Ovviamente non sono qui sono per ammirare il paesaggio, ma per interessi culinari. Qui si può mangiare un ottimo stinco, fatto in diversi modi, piatti tipici della regione del Brandeburgo, e più in generale della cucina tedesca. Io ho un mio piatto fisso, ed è un gulash con cavoli rossi e gnocchi di patate. Il sapore della carne il cui sugo si sposa con le tinte dolciastre del cavolo rosso, è qualcosa di unico. Il tutto viene innaffiato dalla Dunkel della casa, una weiss scura, perfetta per questo tipo di piatti. Il locale è pieno, infatti è tra i più frequentati dai tedeschi e dai “turisti” che hanno avuto qualche dritta. Accanto al mio tavolo trovo una signora tedesca, sposata a un italiano, la quale ne approfitta per sfoggiare il suo italiano e descrivermi i contenuti dei piatti, anche se ci sono i menù in tutte le lingue. Io le dico che sono un Habitué, e le consiglio il gulash,che poi lei e il marito ordinano.
La cena è molto buona, con lo scorcio del duomo che rende veramente particolare e caro questo ricordo. Seguono diverse birre. Una volta finito, faccio una passeggiata di fronte al duomo, e mi siedo un po' sul prato tra i musei e la cattedrale. Finisce qui il mio primo giorno berlinese. |
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hemingway |
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Oggetto: RE: Hemingway in Uk e a zonzo per l
Inviato: Dec 27, 2010 - 03:43 PM
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Joined: May 22, 2010
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La mattina seguente, dopo aver fatto colazione in ostello, decido di recarmi in altri luoghi a me cari. Per prima cosa vado alla piazza di Gendarmenmarkt, la quale è caratterizzata da una particolare atmosfera; quì si trovano le due chiese gemelle, che donano una particolare simmetria. Nel mezzo di questi due edifici, dalle cupole identiche e bellissime, sta la Konzerthaus, in fronte alla quale c'è la statua di Schiller. In questa piazza si aggirano sempre tantissimi impiegati, che sfuggono dai loro uffici di Friedrichstrasse, per recarsi in pausa pranzo verso gli ottimi ristoranti della zona. Nonostante ciò, Gendrarmenmarkt ha una sua temporalità, come sospesa, forse per l'incanto della geometria delle due cattedrali. In questa piazza, gli anziani siedono parlare sulle panchine, mentre i loro giovanissimi nipoti corrono tutt'attorno. Scopro una libreria antiquaria che ha delle stampe d'epoca veramente notevoli, raffiguranti la storia di Berlino. Purtroppo sono fuori dal mio budget per questo enorme viaggio, pazienza. Mi rimetto sulla Friedrichstrasse, sulla quale dopo qualche isolato, si trova il Checkpoint Charlie.In tante volte a Berlino, non ci sono mai andato. E probabilmente facevo bene visto che il posto è estremamente turistico. I negozi di souvenir che si trovano nelle vicinanze sono obbrobriosi: hanno prezzi allucinanti per delle patacche.
Ogni anno Berlino diventa sempre più una capitale turistica, la quantità di connazionali che si trova per le vie di Mitte aumenta a dismisura. Sento bisogno di autenticità, di sentire le urla e i graffi della vera Berlino. Prendo la metropolitana destinazione Warschauer Strasse. Da questa stazione è iniziata la mia prima avventura berlinese. Ci si trova al confine tra i quartieri di Friedrichschain e di Kreuzberg, facenti parte dell'est, il primo, e dell'ovest il secondo. Sono collegati dal più antico ponte di Berlino, l'unico che richiami un'architettura prussiana: l'Oberbaumbrucke.
Appena arrivato alla stazione della metro mi reco subito da uno di quei leggendari chioschi, dove la Berliner Pilsner costa meno di un euro. Non sono ancora la 11 del mattino, ma questa birra è imprescindibile. Sorseggiandola ripenso alla situazione di questa zona: dopo la caduta del muro, questi palazzoni senza comfort come il riscaldamento, furono abbandonati. Di conseguenza numerosi artisti vi si rifugiarono creando una zona di tendenza. Decisero di dipingere le facciate dei palazzi, rendendo gradevoli e particolari questi edifici considerati inospitali dalla maggioranza delle persone. Al giorno d'oggi una stanza per studenti può costare mensilmente meno di 200 euro. Inoltrandosi nel quartiere si trovano delle zone più residenziali, e zone più alternative, in cui i negozi più disparati e creativi si alternano a locali, spesso abusivi, che di notte diventano il fulcro della cultura underground berlinese. Tra i più interessanti vorrei ricordare il Cassiopeia, che si trova in una ex centrale elettrica, nella quale sono stati inseriti banconi per il servizio dei drink, e casse per la musica. Il resto è tutto improvvisato, concerti, proiezioni di film, e dj che concludono la serata. I bagni sono tutti un programma, totalmente dipinti da murales, con i vetri rotti, decisamente sporchi e puzzolenti, condensano l'aura di questa isola berlinese. Da questa parti ci si sente ancora a Berlino.
Dopo questi ricordi attraverso il ponte per entrare a Kreuzberg.
Questo era un quartiere occidentale, teoricamente controllato dagli americani. Ma in questi isolati per molti anni ci fu pura anarchia. Kreuzberg fu il quartiere in cui la cultura punk assunse il potere, e la polizia non si sognava di aggirarsi da queste parti. Al giorno d'oggi rimane ancora il quartiere più “rabbioso” e borderline.
É una sorta di ghetto per turchi ma non solo, è il quartiere in cui si trovano locali per omosessuali. Qui alla sera si possono trovare pub nei quali si svolgono jam session del tutto improvvisate. |
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NomadeBoemo |
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Oggetto: RE: Hemingway in Uk e a zonzo per l
Inviato: Nov 20, 2011 - 02:44 PM
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Appena arrivato...
Joined: Jan 20, 2010
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Ciao Hemingway... prima di tutto complimenti per il diaro, secondo vorrei chiederti quanto ti è costato tutto il viaggio, perchè ho notato da ciò che hai scritto che comunque "non ti sei fatto mancare niente" (birra e pub in primis ). Il mio intento era quello di farmi un mese o poco più e farmi un bel girettino di Inghilterra- Scozia- Irlanda del nord- Irlanda, con una maggiore attenzione a Scozia e Irlanda. Secondo te è più dispendioso questo o l'interrail scandinavo? (che ho fatto 2 anni fa). |
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hemingway |
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Oggetto: RE: Hemingway in Uk e a zonzo per l
Inviato: Nov 20, 2011 - 05:15 PM
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Joined: May 22, 2010
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| Ciao e grazie. Si non mi sono fatto mancare niente. Oltre al costo del.global pass e ai 2 aerei Ho speso 800¤ sicuramente la Scandinavia è piu cara. L Irlanda è più cara della scozia e l Irlanda del nord é abbastanza economica. Se hai altre domande chiedi pure. |
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NomadeBoemo |
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Oggetto: RE: Hemingway in Uk e a zonzo per l
Inviato: Nov 20, 2011 - 07:25 PM
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Appena arrivato...
Joined: Jan 20, 2010
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Perfetto era la risposta che volevo. Grazie  |
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